Uso di neurolettici e antipsicotici: deve essere riconsiderata l’efficacia?

Nel video lo psichiatra Giuseppe Tibaldi, tra le altre cose, parla dei NEUROLETTICI o ANTIPSICOTICI affermando che il loro uso deve essere riconsiderato.
Da uno studio randomizzato e controllato della durata di 7 anni si è visto infatti che il gruppo in cui l’uso degli antipsicotici veniva ridotto e sospeso aveva una percentuale di guarigione funzionale pari al 40% degli individui, mentre nel gruppo in cui il trattamento era mantenuto per tutta la durata del periodo di osservazione, la percentuale di guarigione funzionale era solo del 18%.

Alla luce di questi risultati gli antipsicotici non dovrebbere essere ritenuti indispensabili, in modo particolare nel primo anno di trattamento del disturbo psichico.
In accordo col fatto che anche le case farmaceutiche attualmente non hanno in studio e sperimentazione molecole nuove, i trattamenti farmacologici devono essere riconsiderati e devono essere privilegiati altri tipi di approcci non farmacologici per la cura dei disagi psichici come interventi psicologici e psicosociali.

Tibaldi ribadisce che gli operatori del settore, gli psichiatri, allo stato attuale non sono in grado di operare una riduzione e una sospensione degli psicofarmaci in sicurezza per il paziente. Non esistono cioè corsi universitari o parauniversitari che preparino gli psichiatri ad affrontare questo delicato processo.
A questo scopo occorre perciò creare un dialogo con le associazioni degli utenti per collaborare in modo da affrontare questo grosso problema.

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