GIORNO 160: io e Apollo apriamo l’e-commerce

Il giorno 160, lo dedico ad un altro millimetrico tassello conquistato con fatica e determinazione. Apriamo l’e-commerce su Apolloundici.org

L’idea di mettere on-line questo e-commerce, non è dettato tanto dal fatto di improntarvi “un business” di contorno, quanto più è stata una diretta conseguenza di alcune scelte e decisioni fatte settimane addietro. Questo e-commerce, può quindi considerarsi una sorta di progetto pilota che mi auguro si concretizzerà in futuro, con la realizzazione di una cooperativa che possa coinvolgere attivamente quelle persone che a causa di un disagio psichico, non trovano un punto di riferimento ideale per poter ripartire.

Tutti i prodotti visibili in questo e-commerce, sono realizzati interamente da Apollo e dal sottoscritto. Al momento non abbiamo luogo idoneo per realizzare ciò che vorremmo fare ma intanto, siamo partiti in sostanza da un box di 3 metri x 5, che ci consente comunque di realizzare diversi progetti.

Gran parte del ricavato ottenuto dalla vendita dei prodotti in e-commerce, verrà devoluto ad Apollo. E’ importante per lui avere anche un riscontro ECONOMICO per il suo impegno. Le linee guida sulle quali poggiano la realizzazione di tutti gli oggetti pubblicati in negozio, comprendono in sintesi questi concetti:

  • aumentare la sicurezza in se stessi nell’utilizzare attrezzi, quindi la fiducia nelle proprie capacità;
  • far capire all’interessato che può autonomamente realizzare qualcosa di suo e che può essere utile e gradevole agli altri;
  • far riscoprire la motivazione nel risolvere problemi e trovare soluzioni per raggiungere un obiettivo;
  • insegnare abilità lavorative che possano un domani renderlo totalmente autonomo in un impiego presso aziende che richiedono determinate abilità e autonomie per poter essere assunti non necessariamente in categorie protette;
  • dare la possibilità all’interessato di valutare in futuro l’apertura di una propria attività indipendente a seconda delle abilità acquisite;
  • acquisire sicurezza e fiducia nell’ambito lavorativo con colleghi o persone che non hanno un passato psichiatrico e che collaborano alla realizzazione dei vari progetti;

Ultimo aspetto ma di primaria importanza:

METTERE IN ATTO TUTTE QUELLE STRATEGIE E PROPOSTE LAVORATIVE E SOCIALI TALI PER CUI LA QUOTIDIANITA’ DI UN PAZIENTE PSICHIATRICO, SIA CARATTERIZZATA NEL RAPPORTARSI PRETTAMENTE CON PERSONE CHE SONO AUTONOME, INTEGRE ED ONESTE DA UN PUNTO DI VISTA AFFETTIVO, LAVORATIVO, SOCIALE.

Partire da basi differenti puntando alla “non cronicità” dei propri disagi è fondamentale. Differente è invece basare progetti di re-inserimento, considerando i propri problemi come cronici o legati necessariamente a cure farmacologiche a vita, talvolta spesso errate e inadeguate rispetto gli esordi.

Leggo e vedo spesso progetti basati sulla riconquista di una parola: autonomie di base. Ma quale vera autonomia si può raggiungere se non siamo noi i primi a dimostrare con l’esempio che nulla è per sempre e che tutto può cambiare nonostante una diagnosi?

Cronicità e convivenza sono due facce della stessa medaglia. Se ci si affida solamente a queste due parole per raggiungere le proprie autonomie, saremo sempre confinati alle prospettive di niente, alla speranza di niente, alle iniziative spontanee di niente, all’arrendersi che siccome ci hanno attaccato una volta l’etichetta di “inguaribile”, allora dobbiamo solamente adattarci al meno peggio.

Tutto questo non è illudersi ne tanto meno vivere la propria vita negando la realtà. Significa semplicemente aver la possibilità di dimostrare che siamo tutti esseri umani e che possiamo sbagliare, possiamo rivalutare da zero ogni nostra errata credenza e possiamo quindi evolverci.

Ai prossimi giorni!

Puoi accedere al nostro e-commerce tramite il menù NEGOZIO di questo sito.

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