GIORNO 12: uno sguardo al passato.

Oggi 23 Agosto 2018, vado a narrare per i miei lettori, qualche cenno sulla storia di Apollo. Io, Sara e Apollo ci siamo da poco distaccati dal suolo lunare e siamo in viaggio verso la Terra ma, inevitabilmente, arrivano come tzunami ricordi dal passato.

Ricordare il passato è utile ma ciò che realmente conta, è il qui e ora. Adesso. Il passato è stato. Il futuro puoi crearlo dal presente. Il futuro (o il destino) può essere quindi totalmente riscritto. Così come il passato, non esiste più. E’ passato.

Federico: nato il 4 Marzo 1982
Sara: (privacy)
Apollo: nato nel 1977

All’età di 17 anni, Apollo conosce il suo primo T.S.V. (trattamento sanitario volontario) e verrà poi diagnosticato schizofrenico cronico con comportamenti ossessivi / compulsivi. Seguiranno nei successivi 6 anni, ulteriori 6 ricoveri di cui l’ultimo presso una struttura C.R.T. (centro riabilitativo territoriale).

Non mi soffermo in questa finestra temporale, riguardo i cambiamenti emotivi ed esistenziali che ha dovuto affrontare in questi primi anni della sua vita in quanto ci sarà tempo e modo di raccontarlo, nei prossimi articoli. Ciò che mi preme raccontare in questo momento, è che Apollo è un paziente che, in 24 anni alla data di oggi, ha assunto psicofarmaci di varia tipologia.

La “terapia” si è stabilizzata nel corso degli anni ad oggi con i seguenti psicofarmaci con alcune variazioni nelle quantità:

– Clozapina (Leponex) 400 mg al giorno.
– Sertralina (Zoloft) 75 mg al giorno.
– Lorazepam (Tavor) 2,5 mg al giorno.

Negli anni precedenti, ha assunto altre tipologie di psicofarmaci che in questo specifico articolo tralascio, ma riprenderò in seguito. A questo punto devo fare una precisazione.

Apro una parentesi temporale. Nel 2005 (io avevo 23 anni) decido di lasciare casa dei miei per trasferirmi a convivere con Sara, la mia attuale compagna.

Dal 2005 al 2018, si può dire che tutto il percorso di assistenza nei confronti di Apollo, è stato fatto dai miei genitori. Fino a che, a Marzo 2017, entrambi i nostri genitori si ammalano gravemente di cancro. Mia mamma cancro con metastasi al retto, mio padre tumore pleurico oltre numerose complicanze tra cui diabete, intubazione permanente, e innumerevoli altre complicazioni che non sto ad elencare.

Sta di fatto che il 10 novembre 2017 e poco più di 3 mesi dopo, l’8 febbraio 2018, i nostri genitori muoiono. Durante tutto questo periodo di malattia, ho praticamente passato la mia vita in viaggi di andata e ritorno tra Lissone, Milano (dove lavoravo) e la Brianza, dove risiedevano i miei e dove risiede attualmente Apollo.

Nel mentre accadeva tutto questo, dovevo pensare a badare anche a lui. Ancora oggi, quando racconto nei dettagli la mia storia, molte persone faticano a credere come un essere umano possa ancora rimanere in piedi dopo tutto questo. Eppure sono ancora qua, con una motivazione di vita enormemente più chiara e limpida come non ho mai avuto.

E’ difficile scrivere queste righe, non tanto per la drammaticità della situazioni che ho vissuto, tanto più per la mole di cose che vorrei scrivere ma, devo concentrarmi su Apollo e la sua/nostra storia.

Ciò che mi preme far passare da questo “giorno 12” dal distacco dalla Luna, è che quando rientri alla base, alle cose che contano, capisci perché stai al mondo. In modo cristallino. Ed il mio perché è Apollo. E’ riportarlo sulla terra.

Per molti anni ho trascurato la mia famiglia, ho delegato, ho fatto finta, ho nascosto, ho raso al suolo ciò che potevo fare e non ho fatto. Con la morte dei nostri genitori, ho capito dopo molti anni, cosa in realtà mi mancava di fare su questa terra. Recuperare l’impossibile. Portare a casa Apollo e iniziare a fare informazione attiva, per tutte le persone e famigliari che vivono difficoltà come le nostre.

Posso dire paradossalmente con sincera convinzione, che dopo la morte dei nostri genitori, per assurdo, Apollo è migliorato parecchio. Nel momento in cui mi sono riavvicinato a lui, ho iniziato piano piano a provare a mostrargli, che ci sono anche altre “realtà” al di fuori di casa sua.

Ancora oggi mi chiedo come possa lui avere una coscienza, dopo tutti questi anni di psicofarmaci. Questa è la speranza alla quale sono fortemente legato. Mi accorgo che ogni più piccolo, banale progresso che riesco a fargli fare, lui lo assimila e lo fa suo, anche se poi la chimica disintegra nel tempo tutti questi piccoli passi che riesco a fargli fare. Non è tanto la memoria che è compromessa. Piuttosto è la sua lucidità nel ricordare o rivivere determinati momenti, sia del passato, sia situazioni appena avvenute. Occorre sempre che ci sia una persona “esterna” che lo aiuti a ricordare o a rivedere determinati momenti. Altrimenti è come se ci fosse una spugna che passa, e cancella. Qualsiasi cosa.

E’ un pò come se lo stessi ri-allenando a vivere e, quando ci riesco, questi brevi attimi durano il tempo di un battito di ciglia quando invece, dovrebbero durare un’eternità. Tuttavia sono cosciente del perché ogni progresso che Apollo fa, lui una settimana dopo se lo dimentica, se non molto prima. Il motivo è la chimica. Il motivo sono gli psicofarmaci. Anni di psicofarmaci annientano letteralmente tutte quelle emozioni che una persona può ricordare, nel bene e nel male, nel tempo.

Questa è la mia battaglia. La mia battaglia è riportare alla vita una persona, che per anni è stata annientata da psicofarmaci. Sono ben conscio della sfida che mi aspetta. Spesso, quando vogliamo che le cose finiscano come vogliamo, 9 volte su 10 avviene l’opposto. Ma se ci fosse anche solo l’1% di possibilità che Apollo possa scalare sensibilmente negli anni o dismettere completamente l’assunzione di psicofarmaci, voglio credere che quel 1% sia l’unica possibilità che ho, per garantirgli ciò che gli rimane da vivere, un’esperienza di vita autentica e dignitosa, con i suoi pro e contro.

Mi chiedo sempre più spesso cosa significhi schizofrenia… ad oggi l’unico significato che personalmente riesco a dargli, schizofrenia significa abolizione del sentimento, abolizione del non conformarsi a ciò che la maggior parte delle persone fa e pensa. Schizofrenia è tutto ciò che viene corretto con un farmaco perché un individuo inizia a comportarsi ed agire, come la maggior parte delle persone non fa.

Il dolore, la frustrazione, la rabbia, il deliro più paranoico e distante dalla realtà, sono sentimenti genuini. Spesso però, non sono conformi al modo di vivere della realtà in cui una persona… vive. Si sà che quando non si è “conformi”, a questa parola ne viene legata un’altra. PROBLEMA.

Ebbene… se io ed Apollo dobbiamo essere un problema per il mondo intero… sappiate che saremo il problema esistenziale più grande che ognuno di voi possa lontanamente pensare.

Il viaggio continua.

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