GIORNO 0: lasciamo per sempre il suolo lunare.

Oggi 11 Agosto 2018, è stato il giorno del salto. Ci troviamo sulla Luna. Qui tutto è silenzio. Non esistono varianti o imprevisti nell’arco delle 24 ore. Io guardo per un attimo al suo passato. Un passato di oltre 20 anni sulla Luna. Terreno infertile. Incolore. Inodore. La Luna è qualcosa che esiste ma… puoi scavare anche un tunnel sotto terra che passa da polo a polo e non puoi trovarci nulla di nuovo. Puoi continuare a vagare da un estremo all’altro, ma tutto è uguale. Calma apparente. Calma indotta.

Da qualche mese, io e la mia metà, ci siamo trasferiti sulla Luna volontariamente per accompagnare Lui verso casa. Verso terra. Oggi 11 Agosto 2018, ci siamo tenuti tutti e tre per mano. Hai presente cosa succede in assenza di gravità? Fai un piccolo salto, e quel salto ti porta a decine di metri dal suolo.

Oggi abbiamo proprio esagerato… abbiamo preso la rincorsa. Un chilometro lanciato in direzione della terra. Sul punto più alto della Luna, oltre vedevamo il vuoto. Quel vuoto nero, come nello spazio. Ma ci siamo lanciati, tutti e tre. I piedi di sono staccati dal suolo lunare e la rincorsa era talmente forte, che pochi metri dopo ci siamo resi conto che non potevamo tornare più indietro. Saremmo potuti atterrare ovunque nello spazio, ma in ogni caso, il punto zero lo avevamo lasciato per sempre.

E’ stato un salto olimpionico. Uno di quei salti che rimane nella storia per decenni. Quei salti nel buio dove l’unica cosa alla quale puoi aggrapparti, è la direzione che decidi di prendere poco prima di staccare i piedi dal suolo lunare. Quella direzione è casa, e noi ci stiamo tenendo per mano.

Quando prendi una decisione, molto spesso coinvolgi la vita di altre persone. Si può parlare di responsabilità, si può parlare di dovere, si può parlare talvolta di egoismo o prepotenza.

Oggi quando per primo ho staccato i piedi dal suolo lunare trascinando come me lei e l’allunato decennale, ho pensato solamente ad una cosa. E’ importante prendere decisioni. Non puoi cambiare lo stato delle cose, se non si prende una qualsiasi decisione. Talvolta devi prendere decisioni per altri perché vedi oltre. Spesso, quello che vedi oltre, gli altri non lo vedono e devi per forza trascinarli con te per mostrare cosa hai visto.

Tornando a qualche ora prima del salto, mentre eravamo ancora sulla Luna, ci siamo concessi un regalo. Devi sapere che ogni tanto, sulla Luna, si trovano dei posti bellissimi. Dopo tutto, terra è terra, polvere è polvere. La Luna originariamente faceva parte di quel macrocosmo dal quale è nata anche la Terra.

Questi posti sulla Luna, sono praticamente inaccessibili. Li scopri solamente se vuoi trovarli davvero. Dopo quasi un’ora di camminata sul suolo lunare, ci siamo praticamente trovati davanti una piscina bellissima. Una di quelle piscine proprio come si trovano sulla terra. Era immensa. Acqua cristallina, fresca, pulita. Mi sono immerso per primo e in seguito la mia metà. Poi è arrivata la volta dell’allunato decennale. Qualche minuto ed era dentro anche lui.

Accadde qualcosa di eccezionale. Lui dopo alcuni minuti di vertigine, iniziò a galleggiare. Ricordava dopo oltre 20 anni, come si fa a rimanere a galla. Ricordava esattamente, come poter spostare il proprio corpo in un liquido senza avere la sicurezza di poggiare i piedi a terra. Aveva la piena consapevolezza che ogni piccolo movimento, portava ad un risultato. Muoversi, avanzare, raggiungere la sponda.

Ecco… in quegli istanti esatti, lui e solo lui, non era più sulla Luna. Non era più nemmeno in piscina. Il suo corpo sì ma la sua anima era tornata a casa. Io e la mia metà lo guardavamo con stupore.

Lo guardavamo negli occhi, ma i suoi occhi non c’erano. Lui stava guardando oltre. La sua essenza era già oltre. Stava guardando la porta di casa e l’aveva già varcata. Era come se nell’arco di pochi secondi, avesse viaggiato nello spazio-tempo raggiungendo la Terra senza alcuna navicella spaziale.

Hai presente quei campioni di immersioni che dopo una discesa di oltre 100 metri senza ausili di ossigeno, ritornano in superficie? Si dice che il primo respiro che fai dopo una lunga immersione, corrisponda esattamente al primo respiro che fai quando nasci.

Ecco… lui per un breve, infinitesimale istante, ha ripercorso quel brevissimo istante in cui ti viene naturale, fare il primo respiro appena nasci. Non ci pensi. Lo fai. Ti viene naturale.

Poi d’improvviso, tutto tornò alla “normalità”. Ci ritrovammo tutti e tre fuori dalla piscina. Il resto te l’ho già raccontato. Abbiamo poi preso la rincorsa e ci siamo lanciati. Abbiamo fatto una scelta. Abbiamo deciso di saltare e di tornare a casa.

Ora possiamo solo goderci il viaggio. Non possiamo cambiare direzione. Non c’è gravità. Non ci sono razzi direzionali. Non ci sono missioni di soccorso che verranno a prenderci. Possiamo solo aver fede di quei piccoli passi che abbiamo fatto tutti insieme, prima di lasciare definitivamente la Luna. Con un salto.

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