Di Robert Whitaker: gli psicofarmaci rappresentano un problema per il superamento dei disturbi psichici.

Ecco un breve riassunto della conferenza di ROBERT WHITAKER a Reggio Emilia.

Robert Whitaker ha spiegato che gli psicofarmaci rappresentano un problema per il superamento dei disturbi psichici.
Ha spiegato che alla base di tali disturbi, quali depressione e schizofrenia, non c’è uno squilibrio chimico del cervello e che lo psicofarmaco, pertanto, non cura nessuno squilibrio.

La teoria dello squilibrio serve alle case farmaceutiche per la promozione degli psicofarmaci, ma è priva di basi scientifiche.

Al contrario, lo psicofarmaco quando agisce crea uno squilibrio chimico, in quanto il cervello per mantenere l’omeostasi, tende ad opporsi al cambiamento indotto.Tale squilibrio indotto dallo psicofarmaco è responsabile dei problemi di dismissione dello psicofarmaco stesso.

Parlando della DEPRESSIONE, ha spiegato che dall’introduzione sul mercato degli ANTIDEPRESSIVI si è assistito ad una crescita corrispondente del numero delle persone con invalidità per disturbi mentali.

Le ricerche hanno evidenziato che gli ANTIDEPRESSIVI aumentano il rischio che:
1) la depressione abbia un’evoluzione cronica
2) che i pazienti depressi diventino bipolari
3) che i pazienti diventino stabilmente invalidi.

Whitaker spiega che prima dell’introduzione degli antidepressivi sul mercato, la depressione veniva descritta come una delle patologie psichiatriche che avevano una prognosi migliore.
Nell’arco di 6 mesi o 1 anno si arrivava alla guarigione spontanea nell’85% dei casi, con ricadute molto rare.
Dopo l’introduzione degli antidepressivi gli psichiatri osservano che la depressione va verso una cronicizzazione, con intervalli brevi tra un episodio depressivo e l’altro, con percentuali di guarigione molto più basse di quelle ottenere senza l’uso degli psicofarmaci (vedi diapositive).

In conclusione gli antidepressivi possono avere benefici a breve termine, ma peggiorano l’evoluzione a lungo termine della malattia.

Whitaker aggiunge poi che coloro che sono stati esposti al trattamento prolungato con antidepressivi SSRI possono andare incontro ad uno stato depressivo cronico, resistente al trattamento (Disforia Tardiva).

Per quanto riguarda il trattamento della SCHIZOFRENIA vale lo stesso discorso della depressione.
Gli ANTIPSICOTICI (o neurolettici) possono portare ad una cronicizzazione dei sintomi, con un esito molto più sfavorevole di quello che si avrebbe in assenza di trattamento farmacologico.
I pazienti trattati con antipsicotici per lunghi periodi di tempo possono andare incontro a disabilità sociale, oltre che presentare disturbi fisici come obesità, problemi cardiaci, discinesia tardiva e acatisia, alcuni dei quali sono irreversibili.

Whitaker ha poi presentato delle soluzioni ai problemi psicologici, come protocolli terapeutici che garantiscano trattamenti psicosociali ed un uso selettivo degli psicofarmaci che consenta di ridurre sia l’esposizione iniziale che il loro utilizzo a lungo termine.

Per quanto riguarda il trattamento della schizofrenia ha esposto il metodo dell’Open Dialogue (DIALOGO APERTO).
Questo metodo prevede un uso limitato, se non assente, degli psicofarmaci.

Al primo episodio di psicosi non vengono somministrati antipsicotici e in alternativa vengono usate piccole dosi di benzodiazepine.
Per i casi che non si risolvono a breve con la psicoterapia ed altri interventi non farmacologici, gli antipsicotici vengono usati dopo qualche settimana dall’inizio dell’episodio psicotico e quando il paziente ha raggiunto una buona stabilità clinica viene avviato il tentativo (dopo circa 6 mesi) di ridurre la dose, fino a sospenderli.
Il metodo dell’Open Dialogue dà una percentuale di guarigione superiore all’80% dei casi.

Qui in allegato, il PDF dell’evento tenutosi a Reggio Emilia il 2 Novembre 2016.

DOWNLOAD PDF: Whitaker-Reggio-2016-ita

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